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La Corte di Giustizia europea deciderà se la nuova legge sulla cittadinanza può avere efficacia retroattivaa che rimette gli atti alla Corte di Giustizia Europea

Con Ordinanza 147 del 2026 la Corte Costituzionale ha rimesso alla Corte di Giustizia della Unione europea la questione della retroattivita del Decreto 36/2025, convertito con legge 74/2025,  che ha riformato la cittadinanza.

 (Scarica qui l'Ordinanza 147 del 23 luglio 2026 della Corte costituzionale)

La Corte costituzionale, dopo aver esaminato le numerose questioni di costituzionalità sollevate da molti Tribunali, infine ha rinviato la questione alla Corte di Giustizia dell'Unione europea, potendosi ravvisare contrasto tra la nuona Legge di cittadinanza ed i Principi di diritto dell'Unione, in relazione alla retroattività della Legge che ha escluso dalla cittadinanza italiana milioni di discendenti, che invece sino ad oggi potevano recuperare la cittadinanza del loro antenato emigrato all'estero negli anni 1890/1900.

   La nuova Legge sulla cittadinanza italiana ha suscitato moltissime perplessità e delusione tra i discendenti da italiano emigrato nel 1800 e 1900, in particolare nell'America Latina.

  Molti discendenti difatti, hanno conservato i legami con la famiglia d'origine italiana e con l'Italia e peraltro, la cittadinanza italiana è uno status che deriva dalla comunanza di stirpe, lingua, tradizioni e cultura. Quindi una legge non potrà mai recidere il legame tra la persone e le sue origini, che formano il bagaglio culturale e sociale dell'individuo.

   Gli italiani all'estero sono una grande Comunità di circa 60 milioni di discendenti, e la loro presenza ha sempre rappresentato un forte legame tra l'Italia e le nazioni ove gli italiani sono in grande numero, in particolare l'Argentina, il Brasile, e tutti gli Stati dell'America Latina.

   Il Governo italiano nel 2025 ha inteso risolvere la crisi derivata dall'elevato numero di domande di recupero della cittadinanza, e così ha soppresso il diritto,  escludendo 60 milioni di interessati dalla possibilità di presentare la domanda. La trasmissione della cittadinanza iure sanguinis resta fino alla seconda generazione, ma solo se i genitori o i nonni non possedevano altra cittadinanza.

In tal modo i Comuni, Tribunali e Consolati hanno meno domande. Ma 60 milioni di discendenti restano privi della loro stessa cittadinanza originaria e vengono così abbandonati a se stessi, in terra straniera, come se non avessero una famiglia di origine.  La seconda cittadinza straniera, tuttavia, non elimina la provenienza dall'Italia, che resta la madre Patria degli antenati e dei discendenti. Nelle Americhe, difatti, solo i nativi americani sono cittadini per nascita, ma tutti gli altri sono immigrati e dunque si distinguono ancora oggi per la loro provenienza, stirpe, origine, gruppo etnico.

Se è vero che troppe domande di cittadinanza avevano messo in crisi le nostre Istituzioni, è pur vero che le domande non erano milioni, ma solo qualche migliaio.

Invece, il fatto di togliere il diritto di cittadinanza a chi lo poteva esercitare non rappresenta il modo migliore per risolvere questo problema, che è di diritto naturale e nello stesso tempo di diritto internazionale.

Questione di diritto naturale perchè il vincolo di cittadinanza deriva dalla discendenza, per cui si acquisisce con la nascita, come eredità e bagaglio culturale e sociale dei nostri antenati.  Per questo tale eredità non si può eliminare con legge, ed anche se si elimina rimane il fatto della discendenza dai nostri anrtenati, che hanno dato una identità al discendente.

Questione di diritto iternazionale, perchè nel 1800 e primi anni del 1900 emigrarono nelle Americhe circa 20 milioni di italiani, che furono accolti dagli Stati sudamericani e contribuirono ad elevare quegli Stati, che ancora non avevano strutture. Gli italiani hanno contribuito a dare una struttura moderna a quegli Stati, alla loro ewvoluzione, ed hanno creato condizioni di reciprocità tra i cittadini, che ora sono state revocate solo perchè l'Italia non sapeva come gestire le richieste di cittadinanza.

   Dopo tante delusioni, ora c'è la speranza che la Corte di Giustizia europea restituisca la dignità di cittadini italiani ai discendenti da emigrato italiano, riconoscendo il valore dei nostri emigranti.

   Scarica qui l'Ordinanza 147 del 2026 della Corte costituzionale

avv. Marco Pepe

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