senato romano

 

 

I cittadini di paesi terzi titolari di permesso unico di lavoro hanno diritto all'assegno di natalità ed all'assegno di maternità previsto dalla normativa italiana.

La Corte di Giustizia, nella causa C350/20 ha emesso sentenza che ha stabilito questo principio:


L’articolo 12, paragrafo 1, lettera e), della direttiva 2011/98/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, relativa a una procedura unica di domanda per il rilascio di un permesso unico che consente ai cittadini di paesi terzi di soggiornare e lavorare nel territorio di uno Stato membro e a un insieme comune di diritti per i lavoratori di paesi terzi che soggiornano regolarmente in uno Stato membro, deve essere interpretato nel senso che esso osta a una normativa nazionale che esclude i cittadini di paesi terzi di cui all’articolo 3, paragrafo 1, lettere b) e c), di tale direttiva dal beneficio di un assegno di natalità e di un assegno di maternità previsti da detta normativa.

Vedi  la sentenza tra gli allegati.

 

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