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F.A.Q. sul recupero della cittadinanza italiana - FAQ on italian citizenship recover

(july,17,2019)

F.A.Q.

1) Sono discendente di cittadino italiano emigrato all'estero tanti anni fa, è possibile recuperare la mia cittadinanza di origine?

In Italia la cittadinanza si trasmette in via principale iure sanguiinis, da padre a figlio. Pertanto se un antenato è stato italiano, i figli e nipoti sono anch'essi italiani.

E' quasi sempre possibile recuperare la cittadinanza italiana per i discendenti di cittadino italiano emigrato all'estero dal 1800 in poi. Si deve tenere presente che il Regno d'Italia è stato formato il 17 marzo 1861, (vedi QUI la nascita dello Stato italiano) per cui la condizione primaria per il recupero della cittadinanza è che l'antenato italiano ancora era vivo a quella data del 17 marzo 1861 ed ha trasmesso la sua cittadinanza ai figli in quel periodo, da vivo e prima del 17 marzo 1861.

Poi, una volta accertato se ricorre questa condizione,  si devono raccogliere i certificati di nascita e matrimonio in Italia e nel Paese estero dove la persona interessata vive attualmente, per tutte le generazioni sino ad oggi. Formati questi certificati cobn le traduzioni e la Apostille de l'Aja (vedi QUI la Convenzione de l'Aja del 1961) i certificati  si portano dall'avvocato che inizia il giudizio a Roma nei confronti del Ministero dell'Interno.  Va tenuto presente che dal 2009 con la sentenza della Corte di cassazione n. 4466 del 2009, vi è stata una apertura da parte dello Stato al recupero della cittadinanza, mentre prima di questa data era più difficile, se tra i tuoi discendenti c'era una donna.

 

2) Sono discendente da italiano per via paterna, a chi mi devo rivolgere per ottenere la cittadinanza italiana?

Se la discendenza è per via paterna, da padre in figlio, e non c'è stata una donna che ha interrotto questa discendenza (la legge 555 del 1912 prevedeva che solo il padre poteva trasmettere la discendenza, mentre la madre acquisiva la cittadinanza del marito), in questo caso la legge dice che è competente il Consolato italiano ove il discendente ha la sua residenza. Ad esempio, se mio nonno era italiano ed io ruisiedo in Australia, devo rivolgermi al Consolato italiano in Australia.

Tuttavia il discendente (per via paterna) può venire in Italia, stabilire qui la propria residenza in via permanente (non per alcuni giorni, non è possibile e le Autorità fanno controlli rigorosi) e chiedere al Comune di residenza  di recuperare la propria cittadinanza. Il Comune italiano impiega alcuni mesi per completare la pratica.

 

3) Sono discendente da donna italiana che si è sposata con il cittadino straniero (non italiano), come posso recuperare la cittadinanza della mia antenata italiana?

In questo caso, se la cittadinaza è stata trasmessa da cittadina italiana (la nonna, la madre o la bisnonna o comunquie una antenata sino al 1861) non si può accedere al Consolato, ma si deve iniziare un processo davanti al Giudizie italiano per l'accertamento dei requisiti del possesso dello status di cittadino italiano. Per questo si deve stabilire un contatto con un avvocato abilitato a difendere dinanzi la Corte italiana.

 

4) Mi sono rivolto al Consolato italiano 5 o  10 anni fa ed ancora non ho risposta, ed i tempi per l'appuntamento sono troppo lunghi, cosa devo fare?

In questo caso, ci si deve rivolgere comunque all'avvocato per far accertare che il Consolato non risponde alle istanze di cittadinanza.

 

5) A chi mi posso rivolgere per curare la pratica di cittadinanza?

Anzitutto, diffidate di chi promette risultati immediati, perchè i tempi della burocrazia sono sempre un pò lunghi, per cui chi promette miracoli, poi spesso non mantiene le promesse.  Inoltre, chiedete informazioni se la persona o l'agenzia è seria, perchè in questo campo vi sono molti imbroglioni. Il suggerimento è di rivolgersi ad un serio avvocato, conosciuto nel posto ove vivete. 

 

6) A chi mi posso rivolgere per la traduzione dei certificati e dei documenti?

Suggerirei di rivolgersi al Consolato italiano nello Stato dove vivete, li hanno un elenco di interpreti e traduttori abilitati e conosciuti dallo stesso Consolato, capaci di effettuare questo tipo di traduzioni valide per l'Italia.