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Disegno di Legge costituzionale - la riforma del Senato italiano (c.d.disegno di legge Boschi)

La Riforma Costituzionale del Senato italiano

E' utile per i cittadini, o è l'inizio di una nuova dittatura?

(20 gennaio 2016)

  Oggi la Camera dei Deputati ha approvato il c.d. "disegno di legge Boschi"  che prevede la modifica della Carta costituzionale del 1948, con la trasformazione del Senato ed altre importanti riforme.

  Questo è il testo del disegno di legge: 

S. 1429-B. - DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE: "Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione" (approvato, in prima deliberazione, dal Senato, modificato, in prima deliberazione, dalla Camera e nuovamente modificato, in prima deliberazione, dal Senato) 

   La risicata maggioranza che ha approvato oggi 20 gennaio 2016, e le critiche fortissime delle opposizioni, impongono ad ogni cittadino di esaminare se il disegno di legge costituisca un pericolo per la nostra democrazia, come affermano le opposizioni, o se invece porti ad effettivi vantaggi, come proclamato dal Governo e dalla maggioranza.

    Anzitutto, il disegno di legge costituzionale si trova, in originale, su questo LINK ove si possono esaminare tutte le fasi che stà attraversando.

     Vediamo con attenzione il progetto di riforma ed anche le critiche. 

  La maggioranza al Governo proclama i vantaggi della riforma sul sito 

http://deputatipd.it/blog/riforme-costituzionali-seconda-lettura

Con il titolo "Un’Italia più semplice e più forte" , il sito elenca i vantaggi che deriveranno dal nuovo testo, che modifica alcuni  articoli della seconda parte della Costituzione e che tornerà in Parlamento per l’ultima lettura e poi sarà sottoposto al referendum popolare.

Questi i vantaggi indicati dal Governo e dalla maggioranza:

1) Fine del bicameralismo paritario. La sola Camera  dei deputati  darà la fiducia al Governo e  svolgerà la funzione legislativa esclusiva.    Il Senato sopravviverà con  competenze solo su leggi costituzionali, leggi sugli Enti locali e trattati internazionali.

2) Iter legislativo semplificato. La approvazione di una legge avrà tempi molto più ridotti e si farà un uso più limitato dei decreti legge.

3) Il Senato sarà composto da soli 100 senatori, contro i 315 attuali. Di questi 100 senatori,  95 sono eletti e 5 nominati dal Presidente della repubblica. 74 senatori  saranno votati dai consiglieri regionali e provinciali tra i consiglieri stessi, mentre 21 saranno votati tra i sindaci dei Comuni. I 100 senatori non  avranno indennità.

3) Nuovo rapporto tra Stato e Regioni, con revisione delle rispettive competenze legislative. Lo Stato si riserva di commissariare le Regioni e gli Enti locali  in caso di grave dissesto finanziario.

4) Aboliti Cnel e Province. Il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro e le Provincie sono cancellati dal nuovo testo della Costituzione.

5) Modifiche dei referendum.  Nei referendum abrogativi,  il quorum è rappresentato dalla maggioranza degli aventi diritto se la proposta di abrogazione è presentata da 500.000 firme. Scende alla maggioranza dei votanti alle ultime elezioni della Camera dei Deputati se la proposta è presentata da 800.000 firme. Possibilità di indire referendum popolari propositivi, di indirizzo e altre forme di consultazione popolari oggi non previsti costituzionalmente, con delega al legislatore per l'attuazione di tali modifiche.

6) Leggi di iniziativa popolare. I regolamenti parlamentari garantiscono forme e tempi certi per la  discussione e per la deliberazione sulle proposte di legge di iniziativa popolare, che dovranno essere presentate da 150.000 elettori.

7) Vincolo di trasparenza. Modifica dell'articolo 97 della Costituzione, inserimento dell'obbligo di assicurare il buon andamento, l’imparzialità e la trasparenza dell’amministrazione;

8) Elezione Presidente della Repubblica. Modificato il quorum per la sua elezione. Si richiede  la maggioranza dei due/terzi del parlamento in seduta comune (senza i delegati regionali) nei primi tre scrutini, dei tre/quinti dal quarto al sesto scrutinio e la maggioranza dei tre/quinti dei votanti dal settimo scrutinio in poi.

9) Corte Costituzionale. Viene introdotto il giudizio preventivo di costituzionalità per le leggi elettorali e modificata la modalità di nomina dei giudici costituzionali: tre saranno eletti dalla Camera e due dal Senato.

10) Tagli ai costi della politica. Eliminati i rimborsi pubblici ai gruppi politici regionali e limitati gli stipendi di Presidenti e consiglieri regionali. I nuovi rimborsi saranno pari o inferiori a quello dei sindaci dei Comuni capoluogo di Regione.