senato romano

 

Voto degli italiani all'estero.

 

Forse non tutti sanno che il voto degli italiani all'estero è una conquista sociale per la quale dovremmo ringraziare Mirko Tremaglia.

 

Tremaglia

Difatti, il voto degli italiani all'estero è frutto di lunga elaborazione legislativa e sociale auspicata da Tremaglia.

Sino alla Riforma della cittadinanza avvenuta con legge n.91 del 1992, gli italiani all'estero non conservavano un forte legame con la madre Patria, nè avevano diritti elettorali. Anzi, spesso il cittadino italiano all'estero perdeva i propri diritti sociali, a causa di una legislazione sfavorevole per chi lasciava la Patria, anche se per necessità.

Ora la situazione è radicalmente cambiata ed il cittadino italiano all'estero conserva sia la cittadinanza sia i suoi diritti primari, e la tendenza di questi ultimi decenni è quella di rafforzare e valorizzare i legami tra la nazione italiana ed i cittadini che si trovano all'estero.

A questo risultato si è potuti giungere grazie all'azione di alcuni pionieri che hanno creduto nella necessità di recuperare e valorizzare i cittadini italiani all'estero ed i loro discendenti.

Mirko Tremaglia fu Ministro per gli Italiani nel mondo dal 11 giugno 2001 al , sotto il Governo Berlusconi

Deputato della Repubblica Italiana nelle  Legislature VI, VII, VIII, IX, X, XI, XII, XIII, XIV, XV, XVI, fu Componente della III Commissione (Esteri),e di altre Commissioni sotto molti Governi.

 

Politico ed Avvocato

Pierantonio Mirko Tremaglia era nato a Bergamo il 17 novembre 1926 ed è deceduto a Bergamo il 30 dicembre 2011), è stato un politico italiano.

Figura storica della destra italiana, fu Ministro per gli Italiani nel mondo.
In questa veste fu il proponente della legge 459 del 2001 "per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all'estero" nota come "Legge Tremaglia.

Nel 1963, intenzionato a ritrovare la tomba del padre caduto in Eritrea durante il conflitto mondiale partì per l'Africa.
In Eritrea Tremaglia ritrovò la tomba e si stupì nel constatare che sopra vi erano fiori freschi deposti dagli italiani che erano residenti laggiù[.

« In quel Paese, non conoscevo nessuno, ma finalmente trovai la tomba di mio padre, restando sbalordito: sopra c'erano dei fiori freschi, messi dagli italiani che erano restati lì »

Da questo episodio nacque il desiderio di impegnarsi politicamente per favorire i numerosi italiani che si trovavano all'estero.

Nel 1968 fondò i "Comitati Tricolori per gli Italiani nel Mondo", allo scopo di difendere gli interessi in patria della diaspora italiana e guadagnarne il diritto di voto.

Il 30 maggio 1970 giunsero in Italia dall'estero i primi "Treni Tricolore" per la prima volta organizzati per italiani residenti all'estero affinché fossero favoriti nel rientro per poter votare.

Tremaglia è stato eletto alla Camera per la prima volta nel 1972.

Nel 1982 viene approvata la Legge Tremaglia sull'anagrafe e censimento degli italiani all'estero (L. 470 del 27 ottobre 1988).

Nel 1991 è eletto componente dell'ufficio di presidenza del neonato Consiglio Generale degli Italiani all'Estero (CGIE).

 Nel 1993 la Camera approva un DDL Tremaglia per il voto per corrispondenza degli italiani all'esterno e la creazione di "Circoscrizioni Estere", ma il progetto di legge si arena al Senato per l'opposizione di PDS e Lega Nord[5].


Dall'11 giugno 2001 al 17 maggio 2006 ha ricoperto l'incarico di Ministro per gli Italiani nel mondo (Governo Berlusconi II e III), unico ex "repubblichino" nella storia del dopoguerra.

In questo periodo riuscì a varare la legge che istituiva il voto per gli italiani all'estero, più nota come Legge Tremaglia e la "giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo" da celebrarsi ogni 8 agosto in ricordo del Disastro di Marcinelle del 1956.

 

In occasione delle elezioni del 2006 i voti della circoscrizione Estero si resero determinanti nella vittoria di Romano Prodi poiché alla fine furono eletti: 4 senatori per l'Unione, 1 per Forza Italia e 1 per Associazioni italiane in Sud America. Questo risultato, sfavorevole alla coalizione di centro-destra, determinò un ripensamento del ruolo politico di Tremaglia nel partito.

La Legge Tremaglia ed il Voto degli italiani residenti all'estero.

Tremaglia si è battuto per cambiare le modalità relative all'esercizio del diritto di voto degli italiani che vivono all'estero ed ha ottenuto la modifica degli articoli 48 (istituzione della circoscrizione Estero), 56 e 57 (numero dei deputati e senatori eletti dai cittadini italiani all'estero) della Costituzione. Questa opportunità si concretizzò con l'entrata in vigore della Legge Tremaglia del 2001, scritta da lui stesso, che istituì la circoscrizione Estero.

Le prossime elezioni del 4 marzo 2018

sono particolarmente importanti per l'Italia.

I cittadini vanno al voto per scegliere tra tre raggruppamenti principali: il primo, la destra di Berlusconi ed i suoi alleati (Salvini con la Lega e Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni); il secondo rappresentato dal Partito Democrativo, di Matteo Renzi; il terzo raggruppamento, che si da per favorito, il Movimento 5 Stelle, e che rappresenta le nuove tendenze, la protesta sociale, la rivoluzione rispetto al passato.

Dodici seggi per la Camera dei Deputati e sei per il Senato della Repubblica, detratti dal numero complessivo di quelli costituzionalmente assegnati ai due rami del Parlamento: sono i posti riservati ai rappresentanti eletti dai cittadini italiani residenti all’estero

 

Il Voto degli italiani all'estero

I cittadini italiani residenti all’estero, iscritti nelle specifiche liste elettorali, votano per corrispondenza. Con questo obiettivo è istituita una circoscrizione Estero, prevista dall’articolo 48 della Costituzione, per l’elezione delle Camere.

Il voto per corrispondenza degli italiani all’estero è previsto anche per i referendum abrogativi e confermativi, disciplinati rispettivamente dagli articoli 75 e 138 della Costituzione.

Nella circoscrizione Estero istituita per l’elezione delle Camere sono eletti diciotto parlamentari, dodici deputati e sei senatori. I seggi, detratti dal numero complessivo di 630 per la Camera e di 315 per il Senato costituzionalmente assegnati - come espressamente stabilito dagli articoli 56 e 57 della Costituzione - sono riservati ai rappresentanti eletti dagli italiani all’estero con le modalità previste dalla legge 27 dicembre 2001, n. 459.

Quella del voto per corrispondenza è la modalità ordinaria di voto. In alternativa il cittadino italiano residente all’estero può optare, entro il termine fissato dalla legge, per votare in Italia, presso le sezioni elettorali del comune nelle cui liste elettorali è iscritto, per i candidati che si presentano nelle circoscrizioni e regioni del territorio nazionale. L’opzione si esercita con una comunicazione scritta indirizzata al Consolato di residenza entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello previsto per la scadenza naturale della legislatura o, in caso di scioglimento anticipato delle Camere o di indizione di referendum popolare, entro il decimo giorno successivo alla indizione delle votazioni.

La Circoscrizione estero è suddivisa in quattro ripartizioni: Europa, compresi i territori asiatici della federazione russa e della Turchia; America meridionale; America settentrionale e centrale; Africa, Asia, Oceania e Antartide.

Non possono votare per corrispondenza gli elettori italiani residenti in Stati con i quali il Governo italiano non ha potuto concludere accordi per garantire che il diritto di voto si svolga in condizioni di eguaglianza, di libertà e di segretezza, oppure in Stati la cui situazione politica o sociale non garantisce, anche temporaneamente, l’esercizio del diritto di voto secondo tali condizioni.

Dove si verifichino queste situazioni che non consentono l’esercizio del voto per corrispondenza, vengono adottate le misure organizzative per dare la possibilità ai cittadini italiani residenti in tali Stati di votare in Italia. A tali elettori viene inviata, da parte dei comuni nelle cui liste sono iscritti, una cartolina con l’avviso relativo alla data e agli orari per l’esercizio del voto in Italia.

RIFERIMENTI NORMATIVI